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Cari amici e sostenitori di Byelo,

il nostro lavoro si è di nuovo arricchito di ulteriori esperienze sul campo in Uganda. Sono stata buona parte del mese di luglio a Gulu ed alcuni giorni a Kampala. Rivedere i nostri ragazzi, incontrare la gente coinvolta nei nostri progetti, verificare il lavoro svolto è stata una rinnovata gioia. Ma la gioia più grande consiste nel trovare in quella terra lontana e martoriata una famiglia che si chiama Byelo. Persone di tutte le età, ognuno con la propria storia, hanno una cosa in comune: la sofferenza del passato è stata superata e si è trasformata in un vissuto dignitoso e costruttivo. La mano che ha guidato loro durante questo percorso è stata la mano di Byelo. Tutti ne sono pienamente consapevoli. Parte importante ed indispensabile della nostra famiglia sono anche Brother Elio, Sister Fernanda, Sister Dorina e Filda. Senza di loro sarebbe impossibile operare sul territorio.

Qui una breve relazione sugli incontri e sul lavoro svolto:

PROGETTO VITA

1.Terra per Christine
La prima emergenza trovata al mio arrivo: Christine, il marito, nove figli e la nipote nata dalla figlia quattordicenne sono stati cacciati dalla capanna che occupavano da due anni. Si doveva costruire una casa nel minor tempo possibile.

Il terreno, invece, intestato a Christine un anno fa stava lì, incolto, mai occupato, e loro continuavano a nutrirsi di bucce di patate crude. Solo dopo il mio arrivo ho potuto trovare la risposta alle mie continue sollecitazioni telefoniche durante l’anno trascorso. E mi sono di nuovo resa conto che la nostra logica non si può proiettare sul vissuto africano.

E stato necessario una lunga seduta all’ombra di un mango alla presenza del capo villaggio e di altri due testimoni per far comprendere a Christine e al marito Moses, che il contratto firmato un anno fa dava loro davvero il diritto di proprietà. Cacciati da una vita dove avevano tentato di insediarsi, temevano che anche stavolta si fosse trattato di un inganno: dopo aver lavorato e seminato il terreno, ci sarebbe stato qualcun altro a portare via il raccolto. In 20 giorni abbiamo costruito la ‘casa’. La firma del contratto con il ‘costruttore’ Jimmy ha dato il via agli acquisti del materiale necessario per la giornata lavorativa e a far sì che oggi la famiglia ha un tetto proprio e una terra che finalmente da i suoi frutti.

Difficile dimenticare l’espressione sul volto di Christine alla mia partenza. Mi ha regalato una grande felicità, che vorrei trasmettere a tutti voi, amici di Byelo.

2. Casa per Nancy e Pamela
La grande dignità delle due giovani donne è sempre sorprendente. L’incontro con loro è stato di vera amicizia, gioia pura, senza alcuna richiesta di ulteriori aiuti.

Nancy aspetta un bambino e spera di sposarsi presto. I suoi ‘figli’ orfani frequentano con successo la scuola e sono seguiti da lei con tanta premura. Il suo lavoro negli uffici dell’ Ospedale Lacor le dà il necessario per sopravvivere. Mi ha invitato a cena sulla stuoia sotto il grande albero che cresce sulla sua terra. Non mi ha chiesto nulla. Ma ovviamente Byelo le è e le rimane accanto per fronteggiare insieme le sfide che non mancano.

La casetta di Pamela era chiusa, ma il suo terreno dava evidenza delle sue cure. Il mais seminato era quasi maturo per la raccolta. Pamela vive nella sua casa solo durante le vacanze, ora senza paure e priva del senso di abbandono che l’ha perseguitato per tutti gli anni della sua infanzia. Pamela sta mettendo radici.
L’ho incontrata nel suo collegio, la Graceland Girl’s Secondary School. E cresciuta, mi sembra molto più matura e responsabile. Le ho fatto da mummy, presentandomi anche al ‘Parent’s day’ per i colloqui con i professori. Ha mostrato con estrema dolcezza la sua gratitudine. Pamela è una figlia di Byelo e noi continueremo ad accompagnarla.

3. Agnes e Geoffrey
Riprendiamo a parlare di Agnes. Il progetto che riguardava la sua terra e la sua casa era concluso da più di 3 anni, ma è stato ‘riattivato’ nel mese di aprile di quest’anno.
Byelo le aveva dato i mezzi per costruire una splendida casa – al di sopra della media ugandese - nel gennaio 2011. Ma Agnes non aveva terminato i lavori perché viveva a Kampala per lavoro. A gennaio di quest’anno i Comboni Samaritans di Gulu hanno assunto Agnes e finalmente è potuta rientrare nella sua città. Ha dovuto fittare una misera capanna, perchè la sua casa non aveva né porte né finestre e mancavano non poche rifiniture. Byelo le ha dato la possibilità di rendere la casa in breve tempo abitabile, e pochi giorni prima del mio arrivo ci si era trasferita con il piccolo Neri, che ora ha due anni e mezzo. In lei ho incontrato una donna adulta, certo, segnata da tutte le sue sofferenze e preoccupazioni, ma ora raggiante e fiera di avere un luogo sicuro, tutto suo. Era felice così, con solo un materasso per terra; - ma con un ‘giro’ per i venditori di mobili a Gulu, abbiamo risolto i problemi di prima necessità e reso la casa abbastanza confortevole.

Nel 2011 Agnes ha fatto una promessa alla sua mamy Sveva: essere la sorella maggiore a tutti gli effetti di Geoffrey ,‘ in caso di necessità. Le ho ricordato questa promessa e in brevissimo tempo ho fatto incontrare questi due figli prediletti della nostra amata Sveva al St. Jude, - luogo dove è stata fatta la promessa e dove si erano incontrati per la prima volta nel 2006.

La gioia di Geoffrey non è descrivibile, - soprattutto perché l’ultima vacanza trascorsa al campo di Pabò da suo zio è stata così devastante, che non vuole mai più tornarci. Era tornato molto provato, debilitato e infetto da tubercolosi. Da ora in poi andrà a vivere da Agnes durante le sue vacanze, come è già avvenuto adesso nel mese di agosto. Forse abbiamo composto una piccola nuova famiglia. Le notizie telefoniche settimanali sono molto incoraggianti.

4. Jennifer è ora autonoma dopo tutte le opportunità che Byelo le ha dato nel corso degli ultimi anni. Ogni aiuto è stato investito in maniera intelligente e oggi lei è in grado di provvedere per la sua famiglia nonostante l’ handicap di non vedente. Con la macchina per lavorare la maglia produce con le sue mani capi sorprendenti che le danno un piccolo reddito. Lavora anche in un centro per non vedenti e insegna il braille. Byelo può essere davvero fiera di questa grande donna.

PROGETTO CRESCITA

Orfanotrofio St. Jude, Gulu
Come sempre, concluso il lavoro quotidiano, non si può terminare la giornata senza passare al St. Jude. Vivere ‘l’assalto’ dei bambini che vogliono essere presi in braccio, è sempre un’ esperienza commovente.

Con il St. Jude collaborano molte altre associazioni che hanno contribuito significativamente alla ristrutturazione degli edifici esistenti per completare il villaggio ‘case famiglia’. Ad oggi tutti i bambini hanno la loro mamy e la loro casa, che permette di vivere l’intimità e le dinamiche di una famiglia. Byelo ha provveduto all’aumento degli stipendi per tutte le mamy. - Felici le mamy, felici i bambini, questo era il nostro obiettivo e mi sembra che lo abbiamo raggiunto.

Al posto dei soliti dolci per festeggiare il nostro incontro ho caricato al mercato una macchina riempiendola di frutta. Le mamy hanno accolto con applausi l’apporto vitaminico, - i bambini forse avrebbero preferiti le caramelle….

Il lavoro progettato nel futuro per il St. Jude sarà in collaborazione con la Dott.ssa Maresa Perenchio e l’associazione ‘Volontariamo al St. Jude’. Gli obiettivi sono la costante formazione professionale delle mamy, la formazione e il miglior coordinamento dei volontari, l’elaborazione e perfezionamento delle risorse che potrebbero permettere una certa autonomia ed una eventuale fusione dell’orfanatrofio con la Consolation Home: ogni famiglia dovrebbe accogliere 1-2 diversamente abili.

PROGETTO SCUOLA

Anche quest’anno ho percorso tante strade intorno a Gulu per raggiungere i nostri ragazzi nelle ben 25 scuole.

E stato un rivedersi felice e di cresciuta confidenza, - abbiamo condiviso non solo le questioni scolastiche, ma anche tanti aspetti personali di vita quotidiana. Si sono evidenziati alcune situazioni che richiedevano particolare attenzione, soprattutto i rapporti con le famiglie o con i tutori. Credo di aver trovato soluzioni individuali per favorire una crescita equilibrata e possibilmente serena per tutti.

Durante gli incontri con i responsabili del centro Comboni Samaritans che gestiscono i pagamenti delle rette scolastiche sono state fatte tutte le verifiche e le necessarie correzioni, sempre per migliorare il servizio per i nostri figli del School Project.

Byelo deve fare fronte ad un costante aumento dei costi del progetto, dovuto al crescente numero di ragazzi che si iscrivono all’università. Le rette universitarie sono di gran lunga superiori ai contributi donatoci dagli adottanti.

PROGETTO FORMAZIONE

Living in Kampala Slum
Sister Fernanda mi ha di nuovo accolto a braccia aperte. E un privilegio conoscerla e poter passare del tempo con lei. Il centro John Paul II Justice and Peace Center diretto da lei porta avanti tra tanti altri straordinari progetti, i seminari di formazione del corpo di polizia che operano negli slum di Kampala. Gli incontri con il suo staff sono stati di estremo interesse e ho potuto rendermi conto della grande professionalità esercitata con entusiasmo e dedizione, per far si che le condizioni di vita negli slum cambino davvero.

Scuola di infermiere
Purtroppo, non ho avuto la possibilità di incontrare le ragazze del corso di infermiere. A fine giugno avevano concluso il primo anno di studio per riprendere il corso in agosto. Erano nei loro villaggi oppure sparse tra vari ambulatori per fare pratica fuori dall’ ospedale Lacor. Brother Elio mi ha confermato che tutti hanno raggiunto ottimi risultati e continuano ad essere molto motivati.

Vi ringrazio per l’attenzione ed il costante sostegno,

con affetto,

Ruth

Byelo onlus
Presidente