Febbraio 2011

Cari amici, eccoci di ritorno
Il soggiorno in Uganda non è stato lungo, tre settimane appena, ma ricco di eventi e di ottimi risultati.

S. TERESA E S.FRANCIS YOUTH CENTRE.
La costruzione del centro, come tutti abbiamo potuto notare, ha subito un notevole rallentamento nei mesi scorsi, causato da vari problemi inerenti al reperimento dei materiali per la costruzione stessa. Abbiamo invece potuto costatare, attraverso numerosi e articolati incontri, che dietro al progetto vi è una dinamica comunità di giovani sostenuta, dagli anziani dei villaggi, molto grata e motivata all’avviamento del centro e delle loro attività. Tra gli incontri avuti, di grande rilevanza è stato quello con il Vescovo Sabino, che ci ha ricevuto con grande affetto nella città di Arua, confermandoci tutto il suo interesse e sostegno al progetto, che sorge nella comunità da lui fondata quando era un semplice sacerdote all’inizio della sua vita ecclesiastica. I ragazzi nella scelta delle formazione/ attività da intraprendere continuano ad essere orientati ad un servizio di catering giustificato dall’enorme sviluppo alberghiero che sta avendo la città di Gulu, e dalla vicinanza dell’università’. Anche la formazione in campo edilizio avrà un seguito in questo centro che dovrebbe diventare il nucleo di una cooperativa edilizia autonoma, ed il settore ferramenta sta lavorando a pieno ritmo, non solo ha completato porte e finestre ma ha cominciato ad avere ordini da committenti esterni. Grande desiderio dei giovani è di essere avviati all’uso del computer. Abbiamo quindi creato I contatti necessari, con Net2Work Project (www.oasisuganda.org) per accedere ad un corso gratuito fuori sede, che dovrebbe partire nel mese di marzo, e non e’ escluso che tali corsi nel futuro potrebbero anche aver luogo nel centro stesso, se si concretizzeranno le condizioni necessarie.

S. JUDE CHILDREN’S HOME
Con gioia abbiamo costatato che i bambini e le Mamy stanno molto bene, anche se la maggior parte di loro era in vacanza nei rispettivi villaggi, l’anno scolastico inizia, infatti, I primi dei febbraio. Abbiamo avuto, oltre alla festosa accoglienza di sempre, un significativo incontro di condivisione con le Mamy dal quale è emerso, tutta la loro determinazione al proseguire, nel miglior modo possibile la gestione della casa, nonostante che la mancanza di Filda si avverta ancora molto. Ci hanno mostrato tutta la loro gratitudine per essere sempre accanto a loro come associazione. E’ emersa tuttavia la loro esigenza di avere, come un tempo, quando la nostra presenza era più costante, un fondo di sicurezza, al quale poter accedere per un piccolo prestito, in caso di un’emergenza improvvisa, (capanna incendiata, ricoveri in ospedale ecc.) Abbiamo quindi stabilito, dopo aver parlato con Brother Elio, di istituire un piccolo fondo, il Byelo Revolving Fund, per queste necessità .

PROGETTO SCUOLA
Tramite vari annunci radiofonici abbiamo convocato tutti I ragazzi che Byelo sostiene, per una giornata di incontri individuali. Abbiamo incentrato I colloqui sul rendimento scolastico, che è mediamente discreto, e sulle loro condizioni familiari, la cui estrema drammaticità ci ha dato conferma di quanto sia vitale dare questa speranza di vita migliore pagando loro la scuola. Il numero definitivo dei ragazzi sponsorizzati quest’anno non è ancora possibile rilevarlo poiché I risultati degli esami finali e delle classi intermedie non sono ancora stati pubblicati, ma sarà sempre di circa cinquanta, anche se le richieste continuano a crescere, poiché’ molte organizzazioni finite la Guerra stanno lascando la zona. Durante gli incontri abbiamo distribuito gli zainetti per libri, (altri sono stati lasciati al St. Jude) che hanno apprezzato enormemente, e I ragazzi commuovendoci ci hanno fatto piccolo doni quale uova, noccioline e biscotti di sesamo. Filda ha iniziato la lunga e faticosa procedura del pagamento rette e si prefigge, essendo più libera, di seguirli ancor più da vicino, andandoli a trovare nelle varie scuole, a Gulu e nei dintorni.

PROGETTO VITA
Abbiamo incontrato tante delle persone che, nel corso degli anni abbiamo sostenuto con interventi specifici, riscontrando ancora una volta, quanto piccoli interventi possono davvero cambiare la vita o migliorarla molto.
Attualmente sono in corso I progetti di:

AGNESE Il caso vuole che le fondamenta della sua casa siano state fatte il giorno di S. Agnese, il 21 Gennaio e la casa procede alacremente, come si può vedere dalle foto. Il fratello ci ha mostrato I progetti e il contratto con il costruttore, e promesso che seguirà personalmente il lavoro. Per risparmiare sui costi si occupa personalmente dell’acquisto dei materiali. Agnese è molto felice.

JENNIFER è la mamma di Dan la donna diventata cieca a causa dell’AIDS contratto dal marito soldato, che è morto lasciandola malata e con tre figli da crescere. Per loro, tempo fa ricorderete, avevamo costruito una casetta. Si tratta di una donna piena di dignità ed è stata capace di far fruttare la piccola cifra che le avevamo lasciato due anni fa iniziando un piccolo commercio di carbone. Per progredire, ha anche iniziato lo studio del Braille, ma non poteva permettersi di conseguire un diploma di lettura e scrittura Braille, che le consentirebbe di ottenere un lavoro vero. Abbiamo deciso perciò di finanziarle questo sogno per un futuro migliore.

SANTINA è la mamma paralizzata del campo profughi di Pabo. Siamo andate a cercarla e l’abbiamo ritrovata grazie a Sister Mary che continua a lavorare in ciò che rimane del campo, con chi non ha potuto lasciarlo, vecchi disabili ecc. I gemelli sono cresciuti, ma purtroppo la malformazione dei piedi di uno dei due non si e’ riuscita a correggere del tutto ed ha ancora bisogno di un intervento chirurgico. La donna era rientrata al suo villaggio, lontanissimo da tutto e soprattutto da ogni possibilità di cura per il piccolo. Con Sister Mary abbiamo stabilito di ricollocarla nei pressi del centro di Sister Mary dove lavorano anche dei fisioterapisti, provvedere alla scuola per I figli e di lasciare un piccolo fondo per consentirle una certa autonomia commerciando alcuni prodotti alimentari nel campo .

JEOFFRY sta molto bene quest’anno frequenterà la terza elementare di una ottima boarding school di Gulu. Insieme abbiamo passato una giornata davvero speciale con visita al mercato e pranzo alla guest house, CON la presenza straordinaria del prof. Luigi Greco che Jeoffry guarda con rapita ammirazione, e che conosce da quando era un bambino molto piccolo.

BAMBINI CAPOFAMIGLIA
Abbiamo fatto un bel giro con Sister Fernanda per incontrare alcune delle “famiglie” di bambini che sono assistite dal progetto. Si tratta di bambini I cui genitori sono morti prevalentemente di HIV e a causa della Guerra, e non hanno nessun punto di riferimento. Per alcune stanno costruendo delle piccolissime case di mattoni che rappresentano per loro un grandissimo salto qualitativo di vita, anche se sembrano tanto più belle e funzionali le loro capanne tradizionali. Tra tutte vorremmo segnalarvi quella di Robinson che ci ha particolarmente colpito. Lui è un ragazzo di 16 anni che da un paio di anni ha lasciato la scuola, era già arrivato ad un passo dal diploma, per accettare lavoretti saltuari per mantenere se stesso e suoi 5 fratelli più piccoli, alla morte dei genitori. Quando lo abbiamo incontrato, era disperato perché era appena riuscito, con grandi sacrifici, ad acquistare della paglia per riparare il tetto della loro capanna, ma il proprietario della terra quella mattina era venuto a dirgli che ne aveva bisogno per sé, dopo averli ospitati per alcuni anni. Sister Fernanda e la sua equipe ora cercheranno di aiutarlo a trovare un altro posto in cui stare, non troppo lontano perché I bambini possano continuare la scuola, garantita loro dal progetto, e lui non perdere le piccole occasioni di lavoro trovate in zona.

Non è mai facile ridurre in poche righe giorni così intensi ed emozioni così forti, ma abbiamo cercato di fare del nostro meglio per darvi una panoramica completa del lavoro svolto, tanto è stato fatto e tanto c'è da fare per tutti noi.
Un abbraccio caro Ruth e Sveva