Notizie di Sveva
dall'Uganda

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VILLAGGIO GIOVANI “St. Teresa e St. Francis”

Questo progetto ancora poco più di un sogno, sta cominciando lentamente a delinearsi. Nasce dalla disperazione dei ragazzi denominati “drop out” quei ragazzi che per le più svariate ragioni, non riescono a terminare il ciclo scolastico, spesso i motivi sono prevalentemente economici, come sapete le rette scolastiche sono crescenti e quelle delle classi più levate sono davvero molto onerose e contengono le temute tasse di esame. Si comincia inoltre ad avvertire una graduale diminuzione del numero delle associazioni internazionali pronte a farsi carico di progetti scolastici. Oramai la pace è un bene durevole e molte ong stanno lasciando la zona. L’idea è di far nascere,in una zona ancora prevalentemente rurale, un centro di arti e mestieri, In cui i ragazzi possano apprendere un mestiere, non in una scuola, ma “a bottega” come un tempo.

Si tratterà di un progetto modulato sulle esigenze e capacità che andranno via via emergendo dalla comunità stessa. Si vorrebbe evitare l’ennesima “cattedrale nel deserto”, ma di realizzare qualcosa che i ragazzi sentano come propria e intorno alla quale nascano delle cooperative di giovani.

Per iniziare Byelo ha permesso a 30 ragazzi dal mese di ottobre 2008, di accedere ad una scuola professionale full time per diventare alcuni muratori, altri fabbri altri falegnami. Questi ragazzi, che ho incontrato alla scuola di Opit, costituiranno, affiancati da un costruttore esperto, la manodopera per la costruzione che si andrà ad iniziare dei primi laboratori. Sono ragazzi altamente motivati, anche a detta dei loro insegnanti, sanno che per loro si tratta di una “ last chance” di fare qualcosa di concreto nella loro vita. Sanno che se perdono questa occasione sarà molto difficile scampare ad una vita di miseria e degrado.

Senza contare che alla fine del corso, avranno un attestato che comprova l’acquisita professionalità, assolutamente necessario per lavorare in Uganda, dove, come in tutte le burocrazie emergenti, e non solo, le carte sono spesso più importanti delle capacità stesse per accedere al lavoro.

Il centro sorgerà su un terreno di proprietà della diocesi che i ragazzi hanno già cintato e sul quale hanno chiesto ed ottenuto di poter seminare qualcosa, in attesa di costruire, così ora dispongono di un piccolo orto che contiene patate dolci cassava fagioli e mais.

Il gruppo di lavoro che si occuperà del progetto, riunito in occasione di uno degli incontri operativi avuti in questo periodo, gode dell’appoggio e del sostegno del Vescovo Sabino (Al centro della foto) ed è costituito dal parroco della Parrocchia di St Mauriz in cui sorgerà il villaggio, che è diventato sacerdote da un anno (il primo da destra ) Father Cyprian detto Cipy dai suoi ragazzi, che ha il dono, oltre all’entusiasmo e al fervore degli inizi, di essere lui stesso un abile carpentiere e muratore, mestieri che ha svolto per pagarsi gli studi in seminario, quindi per i giovani a lui affidati, è una guida in tutti i sensi. Filda che molti di voi hanno conosciuto nella sua visita in Italia lo scorso autunno, continua ad essere la responsabile del settore “scuola” seguendo, come ha sempre fatto, il pagamento delle tasse scolastiche dei 51 ragazzi che sponsorizziamo, visitandoli nelle scuole ed incontrandoli periodicamente. Charles, il signore sulla sinistra, persona integerrima che ha lavorato per anni quale contabile del seminario, si è ora ritirato nella sua casa che sorge a pochi centinaia di metri dal villaggio, nella zona di st. Mauriz. Lui sarà il responsabile amministrativo e contabile del progetto adempiendo a tutte le pratiche legali e burocratiche necessarie.

Progetto VITA

Nell'ambito di questo progetto, che consiste in piccoli aiuti a persone in grave difficoltà, continuiamo a seguire tante persone e ad ogni viaggio se ne aggiungono di nuove. Questa volta desidero farvi conoscere la famiglia di Corinne, che mi ha particolarmente commosso. Lei rimasta vedova molto presto e con un piccolo lavoro di bidella in una scuola, ai suoi 4 bambini ha aggiunto 5 orfani e si occupa ora di tutti loro con grande dignità. (qui la vediamo con una parte della sua grande famiglia) Avendo avuto un piccolo aiuto dall’associazione, ha preteso che io andassi a cena da loro a condividere quel poco che hanno, che vi assicuro, viste le porzioni servite, è davvero poco. Dal prossimo anno inseriremo almeno uno dei suoi ragazzi nel progetto scuola per darle un aiuto concreto e duraturo.

Il St. Jude, l’orfanotrofio che abbiamo sostenuto in questi anni, procede molto bene, ed è ormai una realtà integrata che comprende anche la scuola, dall’ asilo alle elementari, e il centro per disabili. I bambini stanno molto bene, e sono sereni, al momento l’orfanotrofio ne conta 85 di cui 34 al di sotto dei 3 anni. Numerosi ragazzi inglesi e canadesi si succedono per periodi più o meno lunghi integrando l’insegnamento dell’inglese madrelingua a quello dei maestri locali, vivendo in una delle casette della così detta “consolation “,( il centro per disabili,) che Elio ha ampliato e attrezzato per loro, aggiungendo anche una bellissima struttura a forma di capanna come centro di incontro e classe per lezioni speciali.

Cari amici, in conclusione ritengo di poter dire che tutto procede, sia pure a piccoli passi, ma con grande serietà e costanza, e questo è quanto di meglio ci si possa aspettare in una realtà difficile e complessa come quella africana.

Grazie a voi tutti sempre per l’affetto l’interesse e il sostegno che ci permette di portare avanti tutto questo.

Sveva de Bartolomeis